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Al via La notte dei poeti: Paolo Rossi porta l'Odissea al Teatro di Nora

paolo rossi
Paolo Rossi

Un intrigante viaggio tra mito e realtà con il XXXVII Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna – in programma dal 12 al 28 luglio alTeatro Romano di Nora e all’ex Municipio di Pula tra parole suoni e visioni, con suggestivi intrecci tra letteratura e teatro, musica e danza.

Ouverture con brio venerdì 12 luglio alle 20 al Teatro Romano di Nora con “La maga Circe” (Canto X) nell’interpretazione di Paolo Rossi, moderno aedo per “Odissea – un racconto mediterraneo”, il progetto di Sergio Maifredi (che firma ideazione e regia) per il Teatro Pubblico Ligure: l’istrionico artista si confronta con il poema omerico, uno dei testi fondanti della cultura occidentale, con la sua cifra irriverente per svelare insospettabili retroscena e narrare le peripezie di Ulisse e dei suoi compagni approdati – dopo la fuga dei venti e la strage dei Lestrigoni – sull’isola di Eea al cospetto della figlia del Sole. Tra metamorfosi e giochi d’astuzia l’eroe greco, sfuggito all’incantesimo, costringe Circe a ridar forma umana ai prigionieri e infine, sia pur ammaliato dalla dea, riprende il suo viaggio verso Itaca. Paolo Rossi propone la sua versione del mito, sottolineandone l’attualità e accostandola a un’originale “Jannacceide” ispirata al cantautore, medico e cabarettista che ha dato voce agli ultimi e messo in musica un vivido affresco dell’Italia del Novecento.

La Notte dei Poeti prosegue - sabato 13 luglio alle 21.30 all’ex Municipio di Pula con “L’onda dell’addio” con Marta Proietti Orzella sulle note del pianoforte di Stefano Guzzetti (anche autore delle musiche) per un percorso tra le righe de “Il quinto passo è l’addio”, il romanzo di Sergio Atzeni incentrato sulla figura di Ruggero Gunale, icastico antieroe, «ignobile e folle come un muflone» sullo sfondo di una Sardegna in bilico tra passato e futuro. Un omaggio allo scrittore che ha saputo inventare una mitologia dell’Isola e insieme metterne a nudo le contraddizioni, tra l’inganno di una pretesa modernità e l’affiorare di un’anima antica, tra le metriche dello slang metropolitano e le sonorità più arcaiche per riscoprire il senso di un’identità. Una partitura per voce narrante e strumento a tastiera – con la collaborazione di Rossana Copez – quasi una danza di ombre, un rito arcano che prelude al distacco inevitabile e alla feroce nostalgia.

Tra echi ancestrali e sonorità contemporanee domenica 14 luglio alle 20 al Teatro Romano di Nora con “Abba S Abba - Cantico dell’acqua”, intrigante progetto di Gavino Murgia (che firma anche le musiche originali) ispirato agli antichi culti dell’Isola. Sul palco con il polistrumentista e jazzista nuorese (ai sassofoni, duduk e flauti) un affiatato ensemble, che schiera Francesca Corrias (voce), Marcello Peghin (chitarre), Salvatore Maltana (contrabbasso) e Alessandro Garau (batteria) oltre al Tenore Gòine e ai Menhir, per inedite alchimie tra tradizionali forme polifoniche e moderne derive hip-hop. Uno spettacolo/ concerto impreziosito dalla video-art di Giacomo Verde e dai testi di Michele Pio Ledda – con la voce recitante di Gianni Cossu - per riscoprire miti e riti dedicati al prezioso elemento indispensabile alla vita. La sacralità dell’acqua e il rispetto dell’ambiente si mescolano a racconti e poesie, melodie e ritmi in un armonioso fluire di pensieri e emozioni.

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