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A Éntula torna Fabio Stassi che dà voce a dieci grandi poeti. Giovedì a Cagliari, sabato a Ploaghe

fabio stassi
Fabio Stassi

“La vita dei poeti somiglia a quella delle farfalle: hanno gli stessi traffici con l'effimero, la solitudine e la bellezza”. E proprio dieci poeti, dieci grandi poeti, sono i protagonisti dell'ultimo libro di Fabio Stassi: “Con in bocca il sapore del mondo” (Minimum Fax).

Dopo le tappe in luglio di Macomer, Porto Rotondo e Porto Torres, l'autore ritorna nell'isola per altre due date grazie al festival Éntula, organizzato dall'associazione culturale Liberos: giovedì 19 settembre al Teatro Sant'Eulalia di Cagliari (ore 19) Fabio Stassi dialogherà con Irene Palladini, mentre Lia Careddu proporrà alcune letture; sabato 21 settembre all'ex Convento Cappuccini di Ploaghe l'autore sarà intervistato da Alessandro De Roma nell'incontro moderato da Giovanni Salis.

Nel libro tutti i poeti parlano in prima persona. Si apre con Dino Campana con L'uomo dei boschi: “Venivo sempre qui. A leggere, a camminare, a scrivere. Potevo urlare i miei versi nelle forre, sentire il suono che avevano le parole, masticarle come una radice. Perché le parole sono gigantesche, come le montagne, e hanno la coda degli animali, che non sta mai ferma”.

Brillante come scrittore, ma anche come oratore, Fabio Stassi ha dimostrato nei precedenti incontri di saper partire dal suo libro per parlare di tanti altri aspetti della vita. In modo piacevole e mai banale.

Il libro- L’ultima spiaggia di via Veneto e un uomo con il cappotto in ogni stagione (Vincenzo Cardarelli). Un concerto di passerotti sul davanzale e un baritono mancato (Eugenio Montale). Lo scalo di un treno alla foce di un fiume e un accordatore di parole (Salvatore Quasimodo). Il salotto borghese di una casa in collina e un collezionista di farfalle (Guido Gozzano). Un mercoledì delle ceneri e un vecchio capitano in esilio (Gabriele D’Annunzio). Il baraccone di un tiro a segno e l’uomo dei boschi (Dino Campana). Il retrobottega di una libreria antiquaria e un figlio del vento (Umberto Saba). Una raccolta di francobolli e un funambolo solitario e malinconico (Aldo Palazzeschi). Un concerto di bossa nova e un bambino di ottant’anni che aveva la voce di Omero (Giuseppe Ungaretti). L’invettiva contro la luna e una donna che pagava i caffè con dei versi (Alda Merini). Fabio Stassi rende omaggio al Novecento e alla grande dimenticata del panorama letterario nazionale, la poesia, con una coraggiosa avventura mimetica e fantastica, una sorta di spoon river dove fa parlare dieci grandi poeti in prima persona, dopo la morte e oltre la morte, da quel punto sospeso dello spazio e del tempo in cui sopravvive la voce di ogni poeta. Dieci monologhi appassionati e coinvolgenti, una dichiarazione d’amore, che sono lo sviluppo della serie di altrettante puntate scritte nel 2017 per il programma “L'attimo fuggente” di Rai5.

Unica donna di questa decina, Alda Merini il cui testo (Invettiva alla luna) è diventato un reading interpretato con successo da Lia Careddu, accompagnata dallo stesso Fabio Stassi alla chitarra, per Éntula 2018.

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