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Ecco i giovani che cambieranno il mondo: le eccellenze under 35 protagoniste di Meetropolitan

ayesha harruna atah
Ayesha Harruna Atah

MEETropolitan35, in arrivo un altro doppio appuntamento per il fine settimana. Il festival di Prohairesisnuovo format che intende promuovere la cultura passando attraverso la voce dei giovani, le eccellenze under 35 che, in Italia e nel mondo, hanno detto o fatto qualcosa di eclatante – ospita sabato 30 novembre, come di consueto al Teatro Massimo di Cagliari (sala M1), dalle 16, Leyla Khalil, mediatrice culturale e operatrice dell’accoglienza italo-libanese, e, a seguire, Giulia Morini e Lorenzo Liberatore, di Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti e il primo network in Europa diretto e condotto da ragazzi dagli 11 ai 17 anni. Domenica 1 dicembre, dalle 10.30, saranno protagonisti la giovane scrittrice ghanese Ayesha Harruna Attah e l’altrettanto giovane pianista classico Leonardo Laviola.

Leyla Khalil, nata a Roma nel 1991, nel primo incontro di sabato 30, La missione appassionata di una comunicatrice interculturale , parlerà dell’intercultura come passione, come valore da diffondere, come identità, incrocio di lingue e culture, attenzione verso sapori e tradizioni: sono questi gli elementi chiave che tracciano la vocazione di Khalil come comunicatrice interculturale. A emergere nel lavoro di Leyla, dietro un costante lavoro di rielaborazione della propria identità, sono temi come l’intercultura e la migrazione, i disturbi dell’alimentazione, le tematiche LGBT.

Leyla Khalil ha pubblicato racconti e poesie in antologie di diverse case editrici. Ideatrice del progetto “Fast Writing, scritti di rapida consumazione”, ha curato per Edizioni Ensemble due raccolte di racconti incentrati sui fast-food come nonluoghi contemporanei. Nel 2015, con il suo racconto “Ricordi congelati”, ha vinto il Premio Speciale Slow Food-Terra Madre del X° Concorso letterario nazionale Lingua Madre, che ha recentemente presentato alla Fiera del libro di Göteborg (Svezia). Nello stesso anno ha pubblicato il suo romanzo d’esordio “Piani di fuga” (Ensemble Edizioni).

Alle 17 sarà la volta di Giulia Morini e Lorenzo Liberatore: Noi abbiamo Futuro. Undici adolescenti e un ApeRadio per salvare il pianeta, il titolo del loro incontro.Radioimmaginaria è, come detto, la radio degli adolescenti e il primo network in Europa diretto e condotto da ragazzi dagli 11 ai 17 anni. È una realtà innovativa di grande impatto sulle giovani generazioni e in generale sul pubblico che è presente agli eventi a cui partecipa come media ufficiale. Vede impegnato un gruppo di circa 300 adolescenti sparsi in 50 redazioni in Italia e in Europa. L’obiettivo è generare un canale mediatico autorevole e riconosciuto nel quale gli stessi ragazzi sono protagonisti di azioni e contenuti senza la mediazione degli adulti. Per questo Radioimmaginaria è stata web radio ufficiale di Giffoni Experience (ex Giffoni Film Festival), ha trasmesso su Radio24 e per Radio RAI da Montecitorio più volte, è stata invitata annualmente al Festival di Sanremo, è stata web radio ufficiale del padiglione dell’Unione Europea durante EXPO2015. Dal 2 aprile 2018 Radioimmaginaria è uscita dai social. Nello stesso anno i ragazzi della radio hanno compiuto una memorabile traversata dell’Italia, da Partinico a Castel Guelfo di Bologna a bordo di un Apecar. La scorsa estate un gruppo di speaker adolescenti è stato protagonista di OltrApe, un viaggio in ApeCar (resa ecologica e sostenibile) da Castel Guelfo a Stoccolma per incontrare la coetanea Greta Thunberg e parlare di Europa e clima. L’avventura ha ispirato il romanzo “Noi abbiamo futuro”, uscito pochi giorni fa nelle librerie, che verrà presentato anche in scuole di tutta Italia.

Hanno sognato di attraversare l’Europa in Ape Piaggio. Partire un mattino e via, lungo stradine secondarie, su e giù per le Alpi, e un giorno parcheggiare un vecchio Ape ansimante proprio davanti al parlamento di Stoccolma. A Radioimmaginaria non si sogna soltanto. La radio degli adolescenti ha cinquanta antenne in tutto il mondo, la sua voce è forte e chiara. È la voce di chi non ha ancora vent’anni, e sa che il mondo deve essere suo e va raccontato a tutti. Gli Spicchi di Radioimmaginaria hanno trovato un vecchio Ape in Sicilia e l’hanno fatto viaggiare fino a Castel Guelfo, in Emilia.

Ad aprire la giornata di domenica 1 dicembre, sul palco della sala M2 del Massimo, alle 10.30, sarà la scrittrice Ayesha Harruna Attah. Nata ad Accra (Ghana) nel 1983, sotto il regime militare, ma in una famiglia di giornalisti molto aperta in cui le storie erano il pane quotidiano,Ayesha vive in Senegal ed è considerata una tra le voci più forti della narrativa africana di oggi. “The Strong-willed Introvert”, How I learned to use “NO” as a buttress - “L’introverso volitivo”, Come ho imparato a usare “NO”come contrafforte è il titolo dell’incontro di cui sarà protagonista: “A volte gli scrittori sono ritratti come persone affascinanti e non reali, altre volte siamo semplicemente pazzi geni alimentati da ogni sorta di sostanze illegali. La verità è che il nostro percorso è pieno di duro lavoro e perseveranza e la maggior parte degli scrittori deve affrontare più rifiuti rispetto a una persona normale. In questo incontro si condivide il mio viaggio come scrittrice e come ho imparato a usare la mia introversione e testardaggine nel perseverare”.

Ayesha Harruna Attah ha studiato alla Columbia University e alla New York University, per poi tornare in Africa e cominciare a scrivere nel 2012. I suoi primi due libri sono stati finalisti di premi prestigiosi (Commonwealth Writer’s Prize, Kwani Manuscript Project) e suoi testi sono stati pubblicati sul “New York Times Magazine”. La prima scintilla del suo ultimo romanzo “I cento pozzi di Salaga” è il ricordo di una trisavola, venduta come schiava sul mercato di Salaga nel Ghana precoloniale, negli anni cruciali dell’aggressione europea. Celebrato in Africa per la profondità della ricostruzione storica e per la forza delle due protagoniste femminili, è in corso di pubblicazione in nove paesi.

Alle 11.30, poi, arriverà Leonardo Laviola, giovane e talentuoso pianista, sotto i riflettori per Fabbricare l’incantesimo: contro il genio al pianoforte.

“Giù il cappello, è un genio”, così Robert Schumann recensisce Fryderyk Chopin dopo averlo ascoltato al pianoforte. Ma come è mutato nel tempo il concetto di genio e qual è la natura del filo, ammesso che questo esista, che lega carsicamente genio e genialità? Un genio è automaticamente geniale? Le due parole sono spesso utilizzate come sinonimi, eppure spesso rispondono a contesti simbolici e semantici di natura differente. Il genio è il prescelto dalla sorte, colui nelle cui vene scorre potente il talento donatogli da madre natura, oppure è il fenomeno che – come suggerisce l’etimo del termine – mostra una verità apparente, ostentando come naturale ciò che è in realtà frutto di sapiente artificio? Oggi, il mondo virtuale ci affascina mostrandoci ogni giorno un nuovo genio, apparentemente diverso dal precedente, normalmente sotto le sembianze di un bambino dalle mani minuscole e rapidissime. Eppure, dopo qualche tempo, questi astri nascenti scompaiono tutti identicamente, senza lasciare traccia alcuna, disegnando una parabola artistica ontologicamente assai più simile a quella di un fiammifero che non a quella di una cometa. In musica, sterile e controproducente è il tentativo di essere il più bravo di tutti ad ogni costo, mentre resta fondamentale l’esigenza di voler diventare la miglior versione possibile di sé stessi, così da contribuire – aprendo scenari di senso e relazione attraverso la propria arte – al miglioramento della vita di tutti gli altri.

Romano, classe 94, diplomato brillantemente in pianoforte al Conservatorio di S. Cecilia e laureato con lode in Filosofia presso l’Università degli studi di Roma Tre, Leonardo Laviola da anni svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero come membro dell’E.P.T.A (European Piano Teachers Association). Ha frequentato la Chethams School of Music (Manchester), presso il cui Auditorium ha tenuto diversi recital da solista; si è esibito al Teatro Marcello (Roma) in occasione della festa europea della musica, e presso il prestigioso Auditorium “Harpa Hall” di Reykjavik (Islanda). Si è esibito per cause benefiche e a sostegno di cause umanitarie, come il concerto/lettura di raccolta fondi (insieme agli scrittori Biancamaria Frabotta, Giorgio Ghiotti, Lidia Ravera e Ivonne Mussoni) per l’associazione Mediterranea Saving Humans, impegnata nel salvataggio dei migranti nel Mar Mediterraneo. Dopo essersi classificato come finalista alla terza edizione del concorso pianistico Villa Borghese Piano day, nel 2018 ha vinto il primo premio del Concorso Pianistico Internazionale Music in the World.

La diretta streaming degli incontri viene trasmessa su www.meetropolitan35.com.

#MU35 prosegue mercoledì 4 dicembre, alle 18.30, con lo scrittore Andrea Tarabbia dentrola rassegna “Finzioni, incontri remoti con l’Autore”, ospitata nella sala conferenze della Biblioteca Metropolitana “Emilio Lussu” del Parco di Monte Claro. Tarabbia con il suo “Madrigale senza suono” ha vinto quest’anno la 57esima edizione del Premio Campiello. Grazie al sistema del webinar (fusione dei termini web e seminar), tutti gli utenti della biblioteca, e non solo, che non possono recarsi all’incontro possono assistervi da casa e interagire con l’autore iscrivendosi alla diretta streaming (per le iscrizioni:eventi@bibliotecamonteclaro.it). Con il ricorso alla tecnologia si possono anche avere i libri firmati in tempo reale dall’autore presente.

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