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La maratona di Fiona May metafora della vita: da oggi nei teatri sardi

maratona di new york foto in scena
Maratona di New York - Foto in scena

Due donne allo specchio in “Maratona di New York” di Edoardo Erba – in tournée nell'Isola sotto le insegne del CeDAC nell'inedita versione al femminile interpretata dall'ex campionessa di salto in lungo Fiona May insieme con Luisa Cattaneo, per la regia di Andrea Bruno Savelli: una lunga corsa fin quasi “all'ultimo respiro” diventa metafora della vita nella fortunata pièce, in cartellone giovedì 30 luglio alle 22 all'AMA/ Auditorium Multidisciplinare di Arzachena (in collaborazione con Deamater), venerdì 31luglio alle 21.30 al Teatrodel Carmine di Tempio Pausania, sabato 1 agosto alle 21.30 nell'arena all'aperto delle ex Caserme Mura di Macomer e infine domenica 2 agosto alle 21 nel piazzale dell'Istituto Salesiano di Lanusei.

Maratona di New York” racconta l'amicizia tra due donne dal temperamento diversissimo, quasi opposto, una forte e determinata, leader sulla pista come in tutti gli altri aspetti dell'esistenza, l'altra più fragile e insicura, ancora prigioniera di un passato di cui non riesce a liberarsi, che si sublima nel gesto sportivo, il rito di un allenamento in vista della celebre manifestazione. La partecipazione alla storica corsa urbana rappresenta per le protagoniste un comune traguardo, che acquista per ognuna di loro uno speciale valore simbolico, ma è anche la sintesi del legame di reciproca solidarietà e comprensione che le unisce nonostante le differenze.

Nel ritmo dei passi affiorano ricordi e pensieri, sensazioni e emozioni, le due amiche si mettono a nudo, condividono segreti imbarazzanti e sensi di colpa, rimorsi e rimpianti, paura e inquietudine, mentre le andature si coordinano, sempre più in sintonia, fino a quando il movimento rallenta o s'interrompe, subentra la stanchezza o lo sfinimento, la tentazione di fermarsi si scontra con la volontà di proseguire. La corsa si trasforma in una rappresentazione simbolica della vita, anche qui emergono le diversità nel modo di affrontare difficoltà e ostacoli, di combattere contro la fatica, la resistenza fisica e mentale in una prova ardua; eppure le due donne non sono in competizione, semmai si spronano vicendevolmente, per raggiungere insieme la meta.

Un'impegnativa prova d'attrice per Fiona May – al suo debutto in teatro con una pièce che sembra scritta “su misura” e continua a conquistare il pubblico dopo due anni di repliche: l'ex campionessa italiana di salto in lungo, vincitrice (tra l'altro) di due medaglie d'oro ai Mondiali di Göteborg e Edmonton e due argenti olimpici ad Atlanta e Sydney, detentrice del record italiano nella sua specialità, continua a mietere successi anche nel mondo dello spettacolo. L'atleta britannica, di origini giamaicane, che ha eletto l'Italia come sua seconda patria, ha partecipato a due edizioni del programma “Ballando con le stelle” - risultando, manco a dirlo, vincitrice – ed è stata anche tra le concorrenti di “Si può fare!”, condotto da Carlo Conti, su Rai 1. Sul grande schermo ha esordito con il cortometraggio “Guinea Pig” (La cavia) diretto da Antonello de Leo, un'opera in difesa dei diritti umani contro la tortura che ha ottenuto anche il patrocinio di Amnesty International Italia per il suo valore sociale e che le è valsa il Premio Golden Globe Italia per la sua intensa interpretazione nel ruolo della protagonista, mentre per la televisione ha prestato il volto ad Alyssa, eroina di “Butta la luna”, la fiction di Vittorio Sindoni dall'omonimo bestseller di Maria Venturi (nella prima come nella seconda serie).

Una nuova carriera – e una nuova sfida per Fiona May – in scena accanto all'attrice Luisa Cattaneo (già protagonista in molti spettacoli di Stefano Massini e più volte al fianco di artisti Ottavia Piccolo, Lucilla Morlacchi, Franca Valeri, Gigi Proietti): dopo i trionfi sportivi, le tante medaglie vinte, l'atleta, madre di due figlie - Larissa, che ha seguito le sue orme e Anastasia - simbolo di emancipazione femminile e icona di bellezza per Yves Rocher, si cimenta ora con l'arte della recitazione, incarnando una donna moderna, sicura di sé ma anche capace di immedesimarsi nei drammi altrui, in una emozionante storia di sport e amicizia.

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