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L'Opinione del 24 Novembre 2022 - edizione delle 16.02

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Un titolo è un titolo. La Fifa è la Fifa e scrivere ‘’senza Fifa’’ fa vendere copie e fare clic. L’effetto diritti umani si abbatte su un mondiale di calcio di passerelle e comparse. Un mondiale dove l’emozione, se si trova o si prova, fa rima con indignazione. C’è la costante dell’imbarazzo: guardate la tv, sentite la stanchezza delle cronache. Il mondiale miliardario è come i suoi stadi: circondato dal deserto. I calciatori dell’Iran non cantano l’inno, quelli della Germania si tappano la bocca, la ministra tedesca dell’interno si mette la vietata fascia arcobaleno e la sfoggia davanti a Infantino, presidente della Fifa. Sono quelli, come detto, che non hanno Fifa. Insomma in campo e sugli spalti senza paura. Il nostro Bernardeschi è apparso in diretta Rai con la mano dipinta arcobaleno. E’ il mondiale dei non gol. Il mitico Nicolo Carosio avrebbe ripetuto il suo storico ‘’quasi gol’’. Gli alloggi dei tifosi del Qatar: container adattati a ‘’quasi stanze’’. L’immagine ricorda un mega cantiere: e chissà come erano i container per chi in cantiere ci ha lavorato davvero. Il punto resta il dopo: tutti indignati, ora, ma chi ritroveremo quando tornerà il tempo degli affari? E non ci saranno telecamere. E nemmeno finti tifosi. Solo veri interessi.

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