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L'Opinione del 05 Dicembre 2022 - edizione delle 18.02

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Nessuna corrente, Elly, e la sua squadra, saranno un’onda. La candidata alla
segreteria DEM usa quest’immagine per sintetizzare la sua missione. Prendersi il PD,
sfoltire le correnti, ritrovare le radici. Per un partito nuovo (nato appena 15 anni fa)
le radici sono l’eredità comunista e cattolica: ds più popolari, pci più dc. Fusione
fredda, si disse all’epoca. E oggi ci si chiede se funziona meglio un pd a trazione post
ds o post popolari/margherita. La risposta non ci sarà: le aree culturali (si chiamano
così prima dei congressi, poi diventano banalmente correnti) sono un tutt’uno.
L’ideologia in archivio, si usa il termine tradizione. Chi osa ricordare che si tratta di
visioni del mondo e della società, rischia grosso: perché la cultura progressista e
riformista è una sola. Poi alle elezioni va come è andata: aprite il ‘’diario di
Giorgia’’appena decollato sui social. Insomma, Elly Schlein ce la farà? I maliziosi
intravedono il grande ritorno dei protagonisti della sinstra, Bersani o D’Alema, e la
spinta di Franceschini, che avrebbe già abbandonato Orlando. Sono altre onde,
evidentemente. Travolgono e soprattutto riposizionano. Bonaccini con Nardella, il
Pd di governo, con altri sindaci e governatori, accetta la sfida. Con tanto di
autonomia differenziata. Elly intanto deve prendere la tessera. Quella del PD. Si è
candidata senza averla. Altro che pacchetti di tessere, roba da vecchi partiti. Ora
contiamoci al gazebo.
Nicola Scano

© Riproduzione riservata



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